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11/8/19 - XIX Domenica t.o. anno C


Al nostro essere Chiesa di oggi, depresso, perché in un momento storico in cui la verità è statistica, è della maggioranza, noi abbiamo perso la maggioranza e la verità sulla vita di cui siamo custodi e portatori è screditata, la morale che se ne trae disattesa perché manca dell'altro criterio di verità odierna: non è moderna, la nostra presenza tollerata ma a ben guardare boicottata… Ebbene al nostro essere Chiesa oggi, come ieri e sempre, risuona la parola di Gesù: "Non temere piccolo gregge, perché al Padre è piaciuto dare a voi il Regno".
E subito pone le condizioni per appartenervi che non seguono la verità statistica ma la verità esistenziale. Alla mentalità dell'accumulo generalizzata, contro tutto e contro tutti, Gesù parla di vendita, di elemosina come se – ma è così! – della nostra vita avesse a rimanere solo ciò che avremo dato. Alla parola d'ordine del tesaurizzare ad ogni costo, Gesù chiede che il tesoro, il gruzzo sia in Cielo come se la vita vera fosse là e non qui, breve ed incerta. Ad una cultura che fa di tutto per addormentare, abbindolare, affondare nel presente, Egli dice una parola di risveglio, di consapevolezza, di responsabilità perché è di notte, quando si è dormienti o distratti, che i ladri rubano la libertà, il futuro, la capacità del ben amministrare senza demandare come Pinocchio al Gatto e alla Volpe...! Al sentire comune per cui uno realizzato quando è ed è riconosciuto padrone, Gesù ricorda che in questa vita siamo ognuno amministratore e che l'amministrazione non è buona se c'è lotta, inimicizia, concorrenza polemica, ma quando ognuno dà il suo specifico contributo al bene comune. Al pensiero dominante (non senza tornaconto) che con la morte tutto finisce e sarà stato lo stesso essere stati giusti o ingiusti, Gesù parla di un giudizio che non lascia equivoco: "A chiunque fu dato molto, molto sarà richiesto, a chi fu affidato molto sarà richiesto molto di più". Criterio in conflitto con il fine educativo odierno per cui si tratta di essere furbi: si hai ricevuto di più puoi ammucchiare di più. E l'intelligenza, l'affettività, la politica, la cultura… tutto si indirizza per avere, potere, consumare, godere di più!
Il libro della Sapienza ci ha ricordato, come ricordava allora al popolo d'Israele, che all'inizio della società ci sono valori che non possono risolversi nell'arrembaggio del possedere o del potere, ma piuttosto: "condividere allo stesso modo successi e pericoli". E perché no? "Intonando le sacre lodi dei padri". È nella religione il fondamento dell'ethos personale e sociale.
San Paolo allinea per i primi cristiani una serie di persone che hanno segnato e costruito un popolo nella fede e fidandosi di Dio. Ora tocca a noi, pochi o tanti, non ha importanza. Si tratta però di ripartire da Cristo e del suo Vangelo. Sta lì la verità, non in statistiche di maggioranza prefabbricate con l'imbonimento, il "mi piace" dei social.

11/8/19

Letture: Sap 18,6-9; Sal 32; Eb 11,1-2.8-19; Lc 12,32-48


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don Ezio Stermieri
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