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12/4/20 - Domenica di Pasqua


Carissimi, queste mie brevi parole non possono e non vogliono sostituirsi a quelle di Papa Francesco che a mezzogiorno con il suo messaggio di speranza garantirÓ la benedizione di Dio su questo nostro mondo costretto a riesaminare se stesso. NÚ sovrapporsi alle autorevoli parole dell'omelia, eco della Parola di Dio a non fermarci, a correre, piuttosto, con la fede di Pietro e l'amore di Giovanni per toccare con mano che Ges¨ Ŕ vivo, Ŕ risorto! ╚ il Cristo, punto d'arrivo della speranza; Ŕ il Signore: il nostro futuro Ŕ nelle sue mani e dunque sicuro.
Vorrei piuttosto condividere un pensiero che traggo da Paolo e il cui riferimento Ŕ al Vangelo. Paolo dunque invita per la Pasqua, il Passaggio del Signore, ad essere azzimi, ad essere liberati da quel lievito cattivo che manda in rovina l'intera pasta. A liberarci dunque da quei "virus" che portano alla rovina. Ges¨ li aveva evidenziati: "State attenti al lievito di Erode e dei farisei".
Stare lontani dal "potere" che, invece di divenire servizio per la farina, si serve della pasta per se stesso mistificando la realtÓ. Il lievito dei farisei Ŕ la sostituzione del proprio "io" con i suoi ragionamenti, prioritÓ, leggi e codicilli a "Dio". Non pi¨ il lievito in funzione del pane ma un lievito che non si compromette, non entra, non si mischia con la farina.
San Paolo dice che la Pasqua, il Passaggio di Dio, Ŕ aprirsi al lievito, agli enzimi di risurrezione che rendono profumato di buono il pane, fragrante la condivisione, squisito il dolce preparato per la festa. ╚ quanto siamo chiamati ad essere noi cristiani, non per noi stessi, ma per l'intera pasta dell'umanitÓ; non per un potere illusorio ma per una chiamata, un dono, un enzima di risurrezione che sbaraglia i cattivi virus e il tutto riprende un nuovo fermento.
A me pare che di questo abbiamo bisogno e la storia che ci precede raccolta nella Bibbia, ma pi¨ ampiamente nella narrazione dell'uomo e del susseguirsi delle civiltÓ, stia ad attestarlo. Quando l'uomo ha alzato la testa dai suoi guai, Ŕ stato raggiunto da una forza lievitante la sua cultura, la sua religione, il suo concetto di bontÓ e di bellezza, di veritÓ e di unitÓ pi¨ forti delle pagine delle sue guerre o prepotenze. Davanti a noi sta una pagina bianca, sta uno staio di farina: con quale lievito lo vogliamo impastare?

12/4/20

Letture: At 10,34.37-43; Sal. 117; Col 3,1-4; Gv 20,1-9


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don Ezio Stermieri
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