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6/3/22 - I Domenica di Quaresima anno C


L'ascolto della pagina evangelica, che Luca propone e la Chiesa pone all'inizio del cammino di conversione quaresimale, illumina bene l'oggi che come cristiani viviamo da quando il pensiero moderno, laico ha accerchiato le radici cristiane del nostro vivere riponendo il cristianesimo nel solaio dei sogni per bambini, vecchi, sfortunati e, spesso, laicista denunciando il male che la Chiesa, la religione arreca al protagonismo dell'uomo nella dialettica della storia. Non poteva mancare in movimenti politici la ricerca del "voto" cattolico mostrando che quella o quell'altra forza difendeva i valori cristiani portando la divisione nella comunit cristiana, perdendo la nozione di popolo di Dio e sfarinando il dono divino della comunione a fondamento dell'essere Chiesa per una nuova evangelizzazione.
La "conversione" non sar dunque solo qualche gesto di devozione, di carit, di mortificazione. Deve essere "metanoia": cambiamento di mentalit: ricupero, ritorno, pensare secondo il Vangelo.
Ges detta il cammino interiore perch l'autentica rivoluzione non parte dalle strutture ma dal cuore-pensiero-azione di ognuno: il mondo rinnovato comincia da me! La constatazione del deserto di verit certe, di valori riconosciuti, di un progetto uomo non deve portare al pessimismo sul tempo in cui ci tocca di vivere ma a vincere con Ges che ci dice: possibile vincere le inevitabili tentazioni. Il sopravvivere sulla terra una questione materiale di ricchezza: agricola, energetica, dominio; il resto favola. Si tratta di convincersi che Cristo ha ragione: non di solo pane vive l'uomo! Il Pil non solo elenco beni necessari o superflui ma di valori che danno senso al "progetto uomo" che ha bisogno della Parola di Dio.
La tentazione di pensare, insegnare che Dio si contrappone all'uomo: o Dio o l'uomo. "Il Signore Dio tuo adorerai, a lui solo renderai culto", senn si moltiplicano gli idoli, gli assoluti e la guerra che tutto distrugge garantita.
"Non metterai alla prova il Signore" quella religione che rimanda tutto a Dio dimenticando che Dio non chiede sudditanza ma alleanza.
Alleanza cos ben descritta nella prima lettura dal Deuteronomio, quando anche noi riconosciamo come "dono" tutto quanto siamo e quanto ci circonda e di volta in volta offriamo a Lui le primizie della fatica, del lavoro, delle gioie e delle speranze perch il tempo diventi nelle mani di Dio la nostra eternit.
I tentativi di surrogare il pensiero e la vita cristiana a quanto cristiano non , sia esso populista o sovranista, debbono essere superati da gente che ha posto nella "conversione", nel ritorno alla centralit di Cristo il proprio futuro e il momento presente come singoli e comunit. Lo ricorda San Paolo anche a noi: "Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza".

6/3/22

Letture: Dt 26,4-10; Sal 90; Rm 10,8-13; Lc 4,1-13


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don Ezio Stermieri
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