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21/8/22 - XXI Domenica t.o. anno C


"Ges passava insegnando per citt e villaggi mentre era in cammino verso Gerusalemme". Cos Luca ricorda anche a noi di essere nel cammino della vita, al suo seguito, verso il "perch" della sua missione: la salvezza non solo perch il suo insegnamento ci salva da illusioni salvifiche offerte da cattivi maestri, ma perch il dono della sua vita riscatto per la vita del Regno che Egli ha aperto per ogni uomo.
"Un tale chiese: Signore, sono pochi quelli che si salvano?". La risposta di Ges arriva al cuore di ciascuno. E da una parte ci offre la condizione per non sprecare l'esistenza accontentandoci di quanto il consumo offre ma dall'altro ci apre al cuore di Dio che vuole la salvezza per ognuno che ha chiamato alla vita. "Sforzatevi di entrare per la porta stretta". vincere la tentazione di un cristianesimo facile, seguire la corrente, illudersi che il giusto, il bene, sia sempre compito e dovere di altri. Realizzare e non fallire la vita con i suoi doveri, compiti, parte dalla decisione e dalla fedelt di ognuno. Non sar stato sufficiente neppure il "Abbiamo mangiato e bevuto alla tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze" Un cristianesimo che non incide, non fa appello alle condizioni, alle scelte, alla priorit di essere stati dei suoi. Un cristianesimo non amato, non pagato di persona. Si tratta, andando anche noi con Lui, di dare giorno per giorno la vita, entrare per la porta stretta, fare dei momenti difficili l'occasione per amare di pi.
"Verranno da oriente e occidente siederanno a mensa del Regno di Dio". Ecco svelato il cuore di Dio che in Ges supera ogni barriera, ogni muro voluto dagli uomini per fare, gi qui nell'ostinarsi nel bene, e di l, nel Regno, una sola mensa, una sola festa, una sola famiglia.
Per noi chiamati prima di altri, si tratta, dice Ges, di non diventare gli ultimi della fila, quelli che si sentiranno dire: non ti conosco, perch concretamente non abbiamo riconosciuto Lui.
Gi Isaia aveva aperto il cuore alla Parola di Dio che salva: "Io verr a radunare tutte le genti e tutte le lingue". E, il profeta aveva intravisto una "offerta", una liturgia di lode che parte dall'esistenza umana con la presenza di sacerdoti e leviti che animano il popolo a percorrere il cammino difficile di una pace da costruire fino ad abbracciare il mondo intero.
Un cristianesimo arduo, difficile, rancoroso perch si vorrebbe tutto facile, tutto diritto senza dovere? " per la vostra correzione che voi soffrite", ci ricorda la Lettera agli Ebrei. E dunque le parole che hanno intessuto la vita della prima generazione cristiana, quando la porta dell'annuncio era anche pi stretta della nostra: "Rinfrancate le mani inerti e le ginocchia fiacche", scarsamente generosi e rinchiusi nel proprio "io".
"Camminate diritti con i vostri piedi". Si pu guarire da posture errate. Anche oggi, dietro a Ges, possibile un cristianesimo creduto e credibile.

21/8/22

Letture: Is 66,18-21; Sal 116; Eb 12,5-7.11-13; Lc 13,22-30


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don Ezio Stermieri
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