PARROCCHIA SS. ANNUNZIATA - VIA PO, 45 - 10124 TORINO - TEL. 011 817 14 23

orario messe - orario confessioni - orario ufficio

HOME

27/11/22 - I Domenica di Avvento anno A


Entriamo con questa domenica in un nuovo anno liturgico. Sar nostra guida, nello sforzo di andare oltre la materialit della vita per porre lo Spirito del Vangelo e la stessa persona di Ges Cristo come unico Salvatore, l'Evangelista Matteo del quale abbiamo ascoltato alcune righe del discorso escatologico: ultimo, decisivo, definitivo per non finire annegati dalla nostra civilt immersa nel presente, senza memoria e ansiogena per il suo futuro.
Ges riassume il vivere umano senza attese, senza speranze, senza sogni, senza mete da raggiungere, in sole due azioni: mangiare e fare sesso. "Come ai tempi di No dice Ges mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito senza accorgersi di nulla finch venne il diluvio e travolse tutti".
S perch anche il cibo ha l'intrinseca cultura di ricavarlo senza devastare l'ambiente, senza ammassarlo da parte di pochi noncuranti della fame e sete di molti. La sessualit non pu essere ridotta all'egoismo, alla sopraffazione, al mercato. Ha in s l'esigenza della reciprocit, intrinsecamente aperta alla vita, "agape", condivisione della mensa come segno della condivisione del futuro, senn lo stesso amore diventa annegare nella solitudine e nell'amarezza, diventa morte.
Ebbene, dentro ad una umanit addormentata nei sogni della notte, quando ci si rif delle sconfitte del giorno, Ges Cristo alza un grido di risveglio a quanti sono raggiunti dal suo Messaggio: "Vegliate (state svegli!), tenetevi pronti". un richiamo che rimette i cristiani in stato di Avvento. Ritornano le forze per alzarsi e andare verso, guadagnare tempo, il tempo della salvezza, guadagnare spazio per uscire dalle sabbie mobili del presente.
Verso che cosa, verso chi? Verso Colui che si messo in stato di Avvento, venuta verso l'umanit, verso ogni uomo. Verso il ritornante nella storia per riscattarci, metterci in cammino, rimettere nel cuore il buon volere, la speranza, la fiducia. S perch non pi l'ora di demandare a rivoluzioni di strutture.
Tutto ritorna su se stesso dopo l'inevitabile terrore per adeguare al "nuovo". Non pi l'ora di additare a chi tocca essere garante. Tutti si sono adagiati sul proprio "io". ora di dire ognuno a se stesso: ora tocca a me. Per dirla con Isaia il tempo dell'invito reciproco: "Venite, saliamo sul monte del Signore". Bisogna guardare dall'Alto e non dal basso dell'interesse. "Perch ci insegni le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri".
Il Natale che ritorna ci garantisce che Egli gi venuto e si fatto Lui stesso via. Egli viene ed Egli stesso la verit sul nostro presente. Egli verr perch la storia con i suoi conflitti, contraddizioni, ritardi va inevitabilmente verso il suo ritorno per essere premio, eternit del nostro tempo.
tempo dunque, ce lo ha ripetuto Paolo: "Rivestitevi del Signore Ges Cristo". " ormai tempo di svegliarvi". Non pi l'abito dello schiavo, del fuggitivo, dell'anarchico o dell'uomo di parte. Rivestiti da figli, liberi perch "la notte avanzata, il giorno vicino. Perci gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi (perch pur sempre una lotta!) della luce".

27/11/22

Letture: Is 2,1-5; Sal. 121; Rm 13,11-14; Mt 24,37-44


Torna alla pagina iniziale
Visualizza tutte le omelie


don Ezio Stermieri
Le omelie