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23/12/18 - IV Domenica di Avvento anno C


La domanda emergente dall'ascolto della Parola di Dio inerente il Natale, l'incarnarsi di Dio nel concreto della nostra quotidianit, alla fine una sola: dove? Dove avvenuto che il Dio delle galassie si sia chinato su questo minuscolo pianeta, sia divenuto uomo perch ogni uomo possa sentirsi amato pi che scaraventato in un universo estraneo, salvato pi che abbandonato alla propria materialit, somigliante a questo Dio di carne quando siamo capaci come Lui di gratuit, di dono, di perdono? Del resto se per incarnarsi non avesse scelto e noi non sapessimo "dove" ha preso avvio la nuova creazione, se non sapessimo quale stato il luogo geografico, la nostra storia non sarebbe stata redenta. "E tu, Betlemme di Efrata, cos piccola, da te uscir per me colui che deve essere il dominatore, si lever e pascer con la forza del Signore". tutta la storia di Israele che indica Betlemme, la Casa del Pane, come radice di un tempo nuovo, un'alleanza nuova, una pace raggiunta ed essendo Israele il prototipo di tutti i popoli, tutte le genti implicate nella benedizione di Abramo, Betlemme diventa anche per noi il puntino su cui puntare lo sguardo, tendere l'orecchio, far pulsare il cuore, concentrare le attese e le speranze.
Nella Notte Santa ascolteremo la narrazione del come il tutto sia avvenuto. Ma c' un altro "dove". Il ventre di una donna, Maria, che Luca coglie nel cammino frettoloso della carit. Quel Bambino atteso e portato sulle distanze disagevoli del mondo reca con s la gioia: "Ecco, appena il tuo saluto mi ha raggiunto Elisabetta che parla il bambino (Giovanni!) ha sussultato di gioia nel mio grembo". Al "dove" si aggiunge cos il "perch" di questa iniziativa premurosa, misericordiosa di Dio a nostro favore. Creati perch liberamente cercassimo la gioia del vivere e la trovassimo nell'acqua: fecondit, frescura, bellezza pulita che viene da Lui, ci siamo sporcati in acque fetide, ingannatrici, devastanti e ci stiamo convincendo di essere sotto il segno della maledizione. "Dentro covile o cuna funesto a chi nasce il d natale", canta il poeta. No. Il Dio che si ritratto ed ha avuto sete della nostra sete ora si estroverso. Ci attende al pozzo delle nostre seti. venuto a dirci una sola cosa: se tu sapessi, se tu conoscessi il dono... e perch non avessimo paura nasce da donna, percorre tutta la vicenda di ciascuno. venuto per essere con noi ogni giorno fino alla fine del mondo.
C' ancora un "dove" dove Egli rinasce ogni giorno come riscatto e salvezza. il Calvario dove l'essere venuto alla vita nostra dice il perch della sua vita: "Mediante quella volont dice la lettera agli Ebrei siamo stati santificati per mezzo dell'offerta del Corpo di Cristo, una volta per sempre".
Egli dunque rinasce per noi ogni volta che noi entriamo a far parte di quell'unica volta in cui Egli morto ed risorto perch noi lo attendessimo, lo accogliessimo, lo seguissimo per aver da Lui la gioia che nasce dentro quando scopriamo che non il "caso" ma l'amore sta all'origine del nostro esserci, quando tra le tante chiacchiere ci invade la gioia del Vangelo, quando cercando la fisionomia di Lui la scopriamo sul volto di ogni uomo che ci diventa fratello, quando pensiamo che il nostro essere legato al tempo, Egli venuto per essere la nostra vita eterna. "Sono venuto Egli ci dice perch abbiate la vita, quella abbondante".

23/12/18

Letture: Mic 5,1-4; Sal.79; Eb 10,5-10; Lc 1,39-48


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don Ezio Stermieri
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